Ogni anno, quando il circo della sessione di bilancio chiude le tende, il coro è unanime: "Mai più". E, anno dopo anno, in quei giorni, rifioriscono serie proposte di abolizione della finanziaria, che poi appassiscono quando a giugno viene presentato il successivo Dpef e poi, a fine settembre, compare la nuova finanziaria. Ecco, sarebbe davvero un fatto nuovo se i vincitori delle prossime elezioni provassero a fare quello che finora non è riuscito a nessuno: mettere in pratica questa autentica rivoluzione. Di recente, lo ha meritoriamente riproposto l’Istituto Bruno Leoni, e l'appello è stato raccolto anche da Andrea Monorchio e Luigi Tivelli. Il Velino fa propri questi richiami, e torna a sottolineare l'opportunità di un bilancio modello Westminster.
Come accade in Inghilterra, il Governo potrebbe presentare il suo "budget", inemendabile, assumendosene la responsabilità. E così finirebbe il mercato delle vacche che c'è in Italia, per cui il Governo presenta un testo il 30 settembre, e per 3 mesi i partiti conducono un incontrollabile assalto alla diligenza per aumentare la spesa pubblica.
E' un fenomeno noto a tutti, e stavolta - paradossalmente - proprio la legge elettorale (con i parlamentari "nominati") potrebbe essere utile. Come dire: ex malo bonum. Insomma, dal male di avere eletti paracadutati, cogliamo almeno il piccolo "bene" rappresentato dal fatto che, essendo meno rappresentativi dei loro territori, hanno meno "marchette" (per chiamare le cose con il loro nome) da fare. E così, una maggioranza più compatta avrebbe anche la forza per approvare un bilancio senza trasformare le Camere nel solito Foro Boario.
giovedì 3 aprile 2008
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I governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini.
Per essere più consapevoli del Mondo in cui viviamo consiglio la visione dei seguenti filmati...!


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